Alessandro Frassica, fondatore di Ino Panino a Firenze, porta il suo panino gourmet italiano in scena anche oltreoceano. In occasione dell’inaugurazione della nona edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo a Los Angeles, Frassica si confronta con la chef Nancy Silverton in un cooking show dedicato ai panini gourmet, espressione dell’eccellenza enogastronomica italiana. Da bottega fiorentina a palcoscenico internazionale, Ino conferma che un semplice panino può raccontare sapori, territorio e tradizione, rendendo il gusto italiano fruibile in ogni formato.
Los Angeles, ci sarebbero veramente tante, tante cose da dire. Diciamo che tutto parte nel 2024 quando, grazie alla mia carissima amica Nancy Silverton del ristorante Osteria Mozza — The Queen, come molti la chiamano negli Stati Uniti e non solo, perché è un vero mito — praticamente insieme a lei, grazie a una sua proposta, facciamo un pranzo basato fondamentalmente su alcune ricette dei miei panini in una località molto bella, Ojai Valley, in un resort straordinario, l’Ojai Valley Inn, dove organizzano moltissimi eventi legati al cibo.
Facciamo quindi questo evento che va subito sold out: 100 persone presenti e altrettante in lista d’attesa, con un biglietto da oltre 100 dollari a testa. Insomma, una roba fighissima. Con l’occasione conosco anche la console di Los Angeles, Raffaella Valentini, e il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, i quali mi propongono di organizzare insieme a Nancy, seguendo più o meno il format di quell’evento, un appuntamento per la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, che si svolge tra ottobre e novembre.
L’idea era quella di realizzare un evento insieme e, allo stesso tempo, conferire a Nancy l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana per tutto ciò che ha fatto negli Stati Uniti per il cibo italiano, dato che i suoi ristoranti sono fondamentalmente basati su ricette e tradizioni italiane.
Abbiamo quindi realizzato questo evento sempre centrato sul mondo del panino, ma con un taglio più culturale: usare il panino come viaggio attraverso l’Italia e quindi, attraverso queste ricette, costruire un percorso legato ai territori, ai prodotti, alle tradizioni. Insomma, utilizzare il panino come vero e proprio veicolo culturale del cibo italiano. Bellissimo, bellissimo.
Poi, nel 2025, un altro evento sempre a Ojai Valley, dove nel resort organizzano ogni anno un food festival invitando cuochi famosissimi, prevalentemente statunitensi. C’è davvero il top del top della ristorazione americana. In quell’edizione io ero l’unico italiano invitato, insieme anche a Sara Cicolini di Santo Palato. Lei preparava una cena, mentre io partecipavo al food festival vero e proprio, dove ogni chef propone un piatto e il pubblico acquista un ticket per fare vari assaggi.
Io avevo preparato il “Panino Ale”, che ormai quando vado negli Stati Uniti è diventato una certezza, una garanzia. Grazie anche al direttore Ben del resort, che è innamorato di questo panino, abbiamo portato avanti questa ricetta ed è andata benissimo.
Ora con gli Stati Uniti mi sono un po’ fermato, però chissà… insomma, a Los Angeles sono successe tante cose.








