In questa intervista a Radio 2, Alessandro Frassica racconta il suo modo di intendere il panino come un piccolo esercizio di equilibrio e qualità, dove pochi ingredienti selezionati possono dare vita a un risultato sorprendente. Con il suo stile diretto e appassionato, Frassica propone una ricetta che unisce sapori toscani e attenzione alla stagionalità, valorizzando prodotti come il salamino alla cacciatora DOP, l’aglione, il pecorino fresco e il pomodoro cuore di bue.
L’intervista mette in luce una filosofia gastronomica semplice ma molto rigorosa: meno elementi, più armonia, più gusto autentico. Ne emerge la figura di un interprete del cibo capace di trasformare un panino in un racconto di territorio, creatività e cultura del buon mangiare.
Trascrizione dell’Intervista
«Anticipa, anticipa, anticipa. Prima l’aperitivo e poi la cena. Si dice aperitivo rinforzato, e noi abbiamo uno che di aperitivi se ne intende: lui si definisce il cuoco dei panini, con una grande attenzione per le materie prime, una selezione accuratissima dei produttori, è praticamente famoso ormai in tutto il mondo, molto televisivo: chef Alessandro Frassica.
Ciao Alessandro! Ciao, buon pomeriggio! Benvenuto innanzitutto qui al Pomeriggio di Radio 2.
C’è, cresce l’aperitivo fuori casa, ma anche quello dentro casa, Alessandro?
Sì, fortunatamente per questo momento di condivisione, di incontro, si sta creando una consapevolezza maggiore sulla qualità, e quindi ci si è accorti che magari, se ci scegliamo qualche ingrediente buono e ce lo prepariamo a casa con gli amici, sicuramente può diventare un momento di grande convivialità.
Infatti stavo leggendo i dati: 8 milioni circa di italiani organizzano aperitivi tra le mura di casa, crescono sempre di più, circa 2 milioni in più rispetto al passato. Il dato può essere letto appunto alla luce dell’attuale contesto economico, ma anche un po’ per socializzare tra le mura di casa, anche se io per esempio non ne sarei capace. O possono farlo tutti?
Ma certo che possono farlo tutti: bisogna avere un po’ di fantasia, un po’ di sensibilità, un po’ di attenzione e non accontentarsi. Bisogna andare a cercare, ripeto, non cose strane o particolari, anzi più ingredienti semplici; semplice non vuol dire banale, e si riescono a fare cose interessanti. Less is more, come dire: poco ma buono.
Assolutamente, ma è un po’ come in tante cose: a volte anche, io vengo dal mondo dell’abbigliamento, quando ti crei un outfit non è che più cose metti e più il risultato è migliore. L’importante è trovare il giusto equilibrio tra le cose, la giusta armonia, e il gioco è fatto.
Ma senti, una ricettina così, ora non vorrei essere sfacciata in questa richiesta, però metti che…
Ha già preso la penna per dire, ha già preso la penna.
Quella ce l’ha di mestiere.
Una ricetta per fare una bella figura, ecco.
Ma allora, ricette possono essere: ve ne posso dare due. Una magari con un salume, ad esempio un salamino italiano cacciatore, al quale vai ad abbinare una robiola di capra, quindi un formaggio fresco che ha una bella acidità, che si equilibra bene con il sapore del salame. E poi il vero tocco arriva con una confettura di fichi leggermente piccante, quindi la dolcezza del fico, però all’interno con un po’ di peperoncino, che ti lascia con questo finale un po’ piccante e ti invita anche a bere, perché quando dici aperitivo chiaramente un aperitivo non può esistere senza essere accompagnato da qualcosa da bere.
Quindi ecco, con questi tre ingredienti molto semplici, che chiunque può preparare, chiaramente se lo fai in un panino o in una bruschetta, mi raccomando, deve essere poco pane, perché a volte si sottovaluta quello che poi è uno degli ingredienti principali di un buon panino e di una buona bruschetta.
Tutti lo possono fare, però non tutti sanno abbinare, cioè giustamente la mostarda di fichi piccante…
Eh no, infatti questo è il mio lavoro.
Scusa, no, un’altra, e questa è ancora più semplice, che è apparentemente ancora più banale, però invece anche qui c’è un bel gioco di equilibri. Quindi ti prendi una stracciatella di burrata, può essere anche una mozzarella assolutamente, delle alici sott’olio, anche qui buone.
Cetara?
Guarda, Cetara vince, cioè è più difficile trovarle. Costiera amalfitana, sì. Sono così comuni, però esatto, siamo in Costiera amalfitana, ma se le trovi, quelle sono sicuramente ottime.
E poi il tocco che cos’è? Di fargli una grattatina di scorza di limone, perché questa acidità e la freschezza del limone sono proprio quelle che completano la nota, e quando dai questo morso ti rimane questa bocca bella pulita.
Senza dubbio. E ripeto, sono tutte piccole cose, però sono i piccoli dettagli che poi fanno la differenza.
Giustamente, come hai detto. Adesso mi è rimasta una bocca che langue in questo momento, che alle 18 andrà sicuramente a fare un aperitivo da qualche parte, oltre alla cena di pasta, perché di pasta è che stiamo parlando. Grazie Alessandro Frassica.»







